Qui vi e' il più grande arcano dell'alchimia: La Pietra Filosofale. Secondo l'insegnamento dei nostri grandi Maestri, la pietra Filosofale è il punto culminante della Grande Opera Alchemica.
Gli Alchimisti che hanno avuto la felicità di contemplarla sono poco numerosi e tra quelli che l'hanno realizzata, solamente uno ci ha lasciato, per quanto ne sappiamo, la prova visibile della sua realizzazione: Kamala Jnana.
Neanche Fulcanelli (Jean Julien Champagne) che nelle Dimore Filosofali, Paris, chez Jean-Jacques Pauvert, 1965, la descrive con dovizia di dettagli non riusci' a realizzare il suo grande sogno. (Fulcanelli - Via secca).
Nemmeno Pierre Dujols, riusci' a realizzare l' Opera; nelle Dimore Filosofali, che furono soprattutto le ricerche di Dujols, ci descrive la Pietra con molti dettagli. I semplici investigatori o investigatori dell'Arte Ermetica devono farsi un'idea concreta di questa Pierre Filosofale, tanto desiderata, per non essere delusi da pretesi Adepti.

La pietra filosofale
I Case Philosophales, La salamandra di Lisieux, Tomo Primo, pagina 177 e 178 (versione Italiana tomo II pag 146 e seg.):
«Molte persone istruite qualificano la gemma ermetica con l'appellativo di "corpo misterioso"; costoro hanno una opinione di essa simile a quella di alcuni spagiristi del XVII e XVII secolo che la catalogavano nel numero delle entità astratte, chiamate non-esseri o esseri della ragione. Informiamoci quindi per avere, di questo corpo sconosciuto un'idea piu' vicina possibile alla verità; studiamo le descrizioni, rare e troppo succinte a nostro parere, lasciateci da alcuni filosofi, e vediamo cosa raccontano anche alcuni spettatori eruditi e dei testimoni degni di fede.
Diciamo, prima di tutto, che il termine di pietra filosofale significa, secondo il linguaggio sacro, pietra che porta il segno del sole. Ora, questo segno solare è caratterizzato dal color rosso che può variare di intensità, come dice Basilio Valentino: "Il suo colore e' rosso incarnato che va verso il cremisi, oppure colore rubino su colore di granato; quanto al suo peso, lei pesa molto più di quel che sembrerebbe dalla quantità".
Il Cosmopolita che Louis Figuier crede sia l'alchimista Michele Sendivogius, ci descrive il suo aspetto traslucido, la sua forma cristallina e la sua fusibilita' in questo brano: "Se si trovasse il nostro soggetto al suo ultimo stadio di perfezione, fatto e composto dalla natura; dovrebbe essere fusibile come la cera o il burro, ed il suo color rosso, la sua diafanita' e limpidezza dovrebbero apparire esteriormente, allora sarebbe veramente la nostra pietra benedetta". La sua suo fusibilità è tale che tutti gli autori l'hanno paragonata a quella della cera (64º centoigradi); "essa fonde alla fiamma di una candela", ripetono; alcuni, per questa ragione gli hanno dato anche il nome di grande cera rossa. A queste caratteristiche fisiche, la pietra unisce delle potenti proprietà chimiche, il potere di penetrazione o di ingrès, l'assoluta fissità, l'inossidabilità che la rende incalcinabile, una estrema resistenza al fuoco ed infine la sua irriducibilita' e la sua perfetta indifferenza nei riguardi degli agenti chimici.»
Ed alle pagine 182 e 183 (150-151 vers . italiana):
«Lasciamo dunque da parte questi procedimenti e queste tinture. Ciò che e' importante soprattutto, è ricordare che la pietra filosofale si mostra a noi sotto la forma di corpo cristallino, diafano, rosso in massa, giallo dopo la polverizzazione, denso e molto fusibile sebbene sia stabile ad ogni temperatura, e di cui le qualità caratteristiche la rendono incisiva, ardente, penetrante, irriducibile ed incalcinablie.
Aggiungiamo che è solubile nel vetro fuso, ma si volatilizza istantaneamente quando la si proietta su di un metallo fuso. Ecco, riunite in un'unica sostanza, delle proprietà fisico-chimiche che l'allontanano stranamente dalla natura metallica e ne rendono l'origine molto nebulosa. Ma un momento di riflessione ci trarrà d'impaccio. I Maestri dell'arte c'insegnano che lo scopo dei loro lavori è triplice. In primo luogo essi cercano di realizzare la Medicina universale, o pietra filosofale propriamente detta.
Ottenuta sotto forma salina, moltiplicata o no, essa è utilizzabile soltanto per la guarigione delle malattie umane, lil mantenimento della salute e la crecita dei vegetali. Solubile in qualsiasi liquore alcolico, la sua soluzione prende il nome di Oro potabile (sebbene non contenga il minimo atomo d' oro), perché assume una magnifica colorazione gialla. Il suo valore curativo e la varieta' del suo impiego nella terapia ne fanno un aiuto prezioso nel trattamento delleaffezioni gravi ed incurabili. Essa non ha nessuna azione sui metalli, salvo sull'oro e sull'argento con i quali si fissa dotandoli delle sue proprietà, ma, di conseguenza, non serve assolutamente per la trasmutazione. Tuttavia, se si supera il limite delle sue moltiplicazioni, essa cambia forma e, invece di riassumere lo stato solido e cristallino raffreddandosi, resta fluida come l'argento vivo ed assolutamente incoagulabile. Allora nell'oscurità, brilla d' una luminosita' dolce, rossa e fosforescente il cui splendore e' più debole di quello di un ordinario lumino da notte
...Infine, se Medicina universale, solida, viene fatta fermentare con l'oro o l'argento purissimi, per fusione diretta, si ottiene la Polvere di proiezione, terza forma della pietra. È una massa traslucida, rossa o bianca secondo il metallo prescelto, polverizzabile, adatta alla trasmutazione metallica. Orientata, determinata e specificata per il regno minerale, diventa inutile e senza potere sugli altri due regni.»
Abbiamo qui le caratteristiche fisico-chimiche che identificano la vera Pietra Filosofale. Di questo abbiamo parlato prima ed in precedenza abbiamo esaminato la pretesa medicina realizzata da alcuni alchimisti, autoproclamatasi "adepti" che si guardano bene dal definire la loro produzione "Medicina universale".
Queste medicine citate sono, per quanto ne sappiamo, assai lontano dal possedere le caratteristiche specificate da Fulcanelli.
È tuttavia notevole che Fulcanelli nei suoi testi non fece mai allusione alla medicina ottenuta dai suoi lavori. Ciò è dovuto al fatto che non l'ottenne mai veramente.
Giustizia gli sarà resa per la sua suo grande umilta' .
Rubellus Petrinus